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Pubblicazioni – giochi – didattica

Pubblicazioni, giochi, didattica

in primo piano:
i volumi delle grandi mostre d'arte della Fondazione CastelPergine

Viandanti

Lois Anvidalfarei bronzi

progetto editoriale Fondazione CastelPergine Onlus
cura editoriale Matteo Lorenzi
con testo critico di Alessandro Fontanari Nerofonte
fotografie Simone Dalmeri e Matteo Lorenzi
pagine 144
prima edizione maggio 2020

Tutte le opere di Lois Anvidalfarei sono il risultato di una ricerca radicale sulla corporeità umana, sono solo ed esclusivamente figure nude e potenti che portano il peso di una fisicità tormentata, sconvolgenti proprio per il loro eccesso di umanità. Questo umano, troppo umano, modificando il senso dell’espressione di Nietzsche, non indica l’orizzonte da oltrepassare comune a tutti gli uomini, ma l’insuperabile condizione di finitudine che accomuna tutta l’umanità, il suo stato creaturale e il suo dramma esistenziale. Sono figure viandanti che ostentano l’uomo in cammino sulla terra, “viator”, pellegrino ed errante, riecheggiando una profonda concezione religiosa ebraica e cristiana di origine gnostica che riaffiora nell’arte, soprattutto nel romanticismo e nell’espressionismo, nella letteratura e nella filosofia contemporanea.

Al Castello di Pergine i corpi viandanti di Anvidalfarei sostano nelle diverse stazioni della mostra: esibiscono per nostro scandalo l’umanità torturata e offesa o riposano – molte volte appaiono esausti e abbandonati a un sonno agitato – come ospiti provvisori rinserrati nella propria pena e appesantiti dalla propria “ombra”, il fardello del loro errare. Non ci guardano, i loro occhi sono sempre chiusi: la loro solitudine provoca la nostra interrogazione.

L’arte di Anvidalfarei, che si misura da sempre con la condizione umana, cerca per mezzo dei suoi corpi di bronzo il dialogo con le misure umane del Castello di Pergine, con le sue dimensioni architettoniche e storico-temporali. Si tratta di torri, mura, portali, nicchie, recinti, rialzi, passaggi, anditi, scale, corti, ruderi, cappelle, prigioni, tutti elementi che sono allo stesso tempo funzioni e simboli: di abitazione e di potere, di difesa e di dominio, di rifugio e di transito, funzioni e simboli mutevoli nel corso dei secoli, le cui tracce permangono e vanno riconosciute e capite.

Queste sculture si rivolgono a noi dispiegando esemplarmente il paradigma della condizione umana: corpi maschili e femminili sempre nudi – la loro nudità è il segno universale dell’umanità nella sua essenza – raramente in piedi, quasi sempre caduti e giacenti in terra, rannicchiati, contorti, accovacciati, inginocchiati, ingabbiati, smembrati e appesi, sospesi e fluttuanti pur nel loro ingombrante peso, ridotti alla sola testa con mani senza braccia.

Il Castello di Pergine

Sorto sulle fondamenta di una fortificazione preromana – sembra assodato che ogni insediamento in Trentino trovasse origine su preesistenti castellieri – il Castello di Pergine narra più di duemila anni di storia.

La Fondazione CastelPergine Onlus, che ha acquistato il maniero a seguito di un’innovativa azione di collaborazione tra pubblico e privato e lo ha reso un bene collettivo, ne ha fatto un centro di ospitalità a tutto tondo, dalla ricezione turistica alla gastronomia, all’arte e alla cultura.

E-VENTO

Giuliano Orsingher
arte ambientale

progetto editoriale Fondazione CastelPergine Onlus
testi critici Fiorenzo Degasperi, Alessandro Fontanari Nerofonte
traduzioni Silvia Coppola, Birgit Elisabeth Horn
fotografie Matteo De Stefano
altri contributi fotografici Simone Dalmeri, Renato Orsingher, Manuela Porchia
pagine 120
prima edizione maggio 2019

La mostra di scultura/arte contemporanea “E-vento” trae origine dalla tradizione, iniziata da Theo Schneider e Verena Neff durante la loro gestione, che ha portato 25 artisti in altrettanti anni a confrontarsi nell’impegnativa sfida di relazionare le loro opere di grande formato alla forza plastica e severa del Castello.

Raccogliendo questa importante eredità il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha scelto di puntare per il 2019 su un artista trentino, Giuliano Orsingher, tra i precursori dell’arte ambientale.

La proposta tematica di Orsingher per “E-vento” è stata subito vista come necessaria e coerente con la nostra convinzione che la natura come i beni storici vadano difesi in quanto scrigno della memoria: quella di partire dalla tempesta che si è abbattuta nell’ottobre scorso sul nord Italia e anche sulla collina del Castello, i cui segni sono ancora nettamente visibili.

Grazie al sostegno di enti pubblici e privati è stata possibile una nuova magia all’interno e all’esterno delle storiche mura. Auguriamo lunga vita all’arte, alla natura e all’essere umano, quando è capace di relazionarsi con loro con umiltà e rispetto.

altre pubblicazioni

I TACCUINI DELLA FONDAZIONE CASTELPERGINE
Taccuini Letterari

Corpi che parlano

di Giorgio Antoniacomi
a margine della mostra
VIANDANTI
di Lois Anvidalfarei

Publistampa edizioni 2021
48 pagine

Le statue di Lois Anvidalfarei hanno, su un piano oggettivo, tre caratteristiche: sono puri corpi nudi; hanno proporzioni diverse da quelle naturali (la scala è ingrandita); raffigurano spesso persone defunte. Dialogare con una persona che non c’è più, che non può più parlare, vuol dire farla parlare: significa ricostruire un’ipotesi tentativa della sua vita, della sua morte e della sua condizione dopo-umana. Significa cercare di comprendere quello che ci vuole dire, dargli/le le parole.

Ci hanno provato molti scrittori in maniera inarrivabile. La compagine umana ospitata al castello di Pergine ci racconta di sé, forse soprattutto di noi, dei nostri fantasmi, delle nostre ipocrisie, delle paure che non ci lasciano. E, raccontandole, ci aiutano a liberarcene.

Le altre due caratteristiche – l’essere corpi, l’essere in scala più che proporzionale – non sono senza conseguenze per la narrazione. Parlare di corpi non significa parlare di materia ma, con un paradosso solo apparente, anche delle anime che danno forma e significato a quei corpi: un paradosso solo apparente perché questa è la trasfigurazione che si compie nell’opera d’arte, il suo miracolo.

L’essere corpi grandi, poi, ricorda a noi, adulti, la magia del cinema: quello che vediamo sullo schermo, è stato detto, ci affascina non solo perché è come un sogno che viviamo nel buio; non solo perché il cinema è un rito collettivo; non solo perché è un lungo attimo sottratto alla nostra vita quotidiana; ma anche e soprattutto perché ci riporta, regressivamente, a quando eravamo bambini e le cose ci sembravano più grandi di quello che erano veramente. Il racconto è amplificato e ci fa sentire piccoli di fronte a quello che vediamo. I personaggi descritti di seguito non hanno, di solito, un nome.

E, quando ce l’hanno, è un nome che ne nasconde un altro. Non appartengono però a una folla anonima, ma a singole vite irripetibili: pretendono di essere espressioni diverse della condizione umana. Hanno, in questo senso, un significato universale. Ho provato anche a immaginare quale musica avrebbe potuto accompagnare le stazioni di questa via crucis, ma più che musiche mi sono venuti in mente solo suoni e rumori laceranti. Forse riusciremo a ricomporre anche questa sintesi. (Dall’introduzione di Giorgio Antoniacomi).

Il castello di Pergine. Una storia per immagini

Silent book che racconta la storia del Castello di Pergine, dalla preistoria ai giorni nostri, un lungo periodo ricco di mutamenti nel paesaggio, nell’ambiente, nell’economia, nella costruzione sociale e politica, narrate dalle 12 bellissime tavole che lo compongono.

L’autore e artista Adriano Siesser ha dato corpo a un’idea di Giampaolo Dalmeri, archeologo e conoscitore del territorio perginese, e si è avvalso delle indicazioni storiche dello stesso Giampaolo Dalmeri e di David Benedetti, giovane studioso di storia locale, che hanno suggerito le coordinate storiche.

Prodotto dall’Associazione Amici della storia Pergine
Publistampa Edizioni, 2019

Disponibile anche in lingua tedesca

Giochi “Assalto al Castello” e “Le armi della memoria”

Il gioco “Assalto al Castello” è stato progettato e realizzato dagli studenti della classe II A della Scuola Secondaria di Primo Grado “Ciro Andreatta”, durante le ore di Arte e Immagine, nel corso dell’anno scolastico 2017-18.

Il gioco “Le armi della memoria” è stato progettato e realizzato dagli studenti della classe II D della Scuola Secondaria di Primo Grado “Ciro Andreatta”, durante le ore di Arte e Immagine, nel corso dell’anno scolastico 2017-18.

L’esperienza didattica ha visto la Scuola coinvolta in un progetto di rete con Federazione Trentina della Cooperazione, Fondazione Castelpergine, Cassa Rurale/Cooperazione Reciproca e Pro Loco.

I giochi sono a disposizione sia in castello che chiedendoli via mail: sono uno strumento di conoscenza della storia della fortezza medioevale e anche un modo per sostenere le iniziative della Fondazione.

Venerdì 31 maggio 2019 alle ore 11.00 presso l’aula magna delle scuole medie Andreatta le due classi coinvolte nel progetto hanno donato i due giochi alla Fondazione CastelPergine Onlus.

bibliografia

  • C. Battisti, Guida di Pergine, Val dei Mocheni e Pinè, 1904, Edizioni Associazione Amici della storia Pergine 1987 (a cura di Nino Forenza)
  • P. Alessandrini, Memorie di Pergine e del Perginese, anni 590-1800, 1890, 2° ristampa anastatica Comune di Pergine 1990
  • Michele Lanzinger, Franco Marzatico, Enrico Cavada, Giuseppe Berlanda (a cura di) Il castello di Pergine, L’editore, 1991
  • René Preve Ceccon, Pergine. Storia di un nome, Comune di Pergine, 1993
  • Carl Ausserer, Castello e giurisdizione di Pergine: i signori, i capitani, gli amministratori e i signori pignoratizi, Edizioni Associazione Amici della storia Pergine, 1995
  • Claudio Morelli, Salvatore Piatti, Jole Piva, Marta Scalfo (a cura di); fotografie di Antonio Sartori, Guida di Pergine Valsugana/Pergine: Kunst und Kulturfführer, Comune di Pergine, 1995
  • Padre Salvatore Piatti, Pergine. Un viaggio nella sua storia, 1998
  • Padre Salvatore Piatti, Pergine. Fra storia e cronaca, 2003
  • APSAT 4. Castra, castelli e domus murate. Corpus dei siti fortificati trentini tra tardo antico e basso medioevo. Schede 1. A cura di Elisa Possenti, Giorgia Gentilini, Walter Landi, Michela Cunaccia, SAP – Società Archeologica – Progetto Apsat “Ambiente e Paesaggi dei Siti d’Altura Trentini”, Provincia Autonoma di Trento, 2013
  • Otto Piper, Österreichische Burgen, Bd.: 1, Wien, 1902 Bayerische Staatsbibliothek
  • Aldo Gorfer, I castelli del Trentino, Vol. 2°: Valli del Fèrsina e dell’Avisio, Valsugana e Primiero, Editrice Saturnia, Trento 1989