L’avvicinarsi dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 ha suggerito temi legati agli sport invernali, alle performance sportive, allo svolgersi della vita durante l’inverno. Il progetto di mostra invernale a Castel Pergine coglie queste suggestioni ed affronta la tematica secondo una prospettiva del tutto inedita: il recupero di memorie storiche, di pratiche pionieristiche e della nascita di una forma di ospitalità che è divenuta nel tempo il tratto distintivo del turismo trentino.
La Fondazione Castel Pergine ETS, ha organizzato una mostra collegandosi alle finalità e agli obiettivi di “Combinazioni” caratteri sportivi. L’esposizione, affronta temi inediti quali la nascita della pratica sciistica sulle pendici del castello perginese e la conseguente trasformazione dell’imponente maniero medievale in struttura ricettiva per il nascente turismo, già a partire dal 1910. Fotografie storiche, documenti inediti, oggetti d’epoca, testimonianze orali, suggestive ricostruzioni di ambienti, accompagnate dai dipinti di Edoardo Orrasch, Tomaso Marcolla e Gianluigi Rocca invitano il visitatore a un viaggio nel tempo, alla scoperta di un passato da non dimenticare.
Il racconto della mostra si articola in quattro sale del castello, già di per sé affascinanti testimonianze del passato. Nella Sala del Camino la prima sezione si intitola “Sciare a Pergine. Un racconto per immagini” che documenta gli esordi dello sci nella zona del Perginese attraverso fotografie d’epoca. Prosegue nella Sala del Principe con una raccolta di oggetti – sci, ciaspole, slittini, ramponi da ghiaccio, scarponi ecc. – e una serie di dipinti: dalle buffe immagini caricaturali di sciatori impegnati nelle più bizzarre acrobazie, dovuti al pennello di Edoardo Orrash, ai dipinti di Tomaso Marcolla e Gianluigi Rocca. Nella Sala dell’Annunciazione trova spazio una breve storia del castello e delle vicende che accompagnano la sua trasformazione in albergo, incentrata sulle vicende di tre ‘ospiti’ famosi: l’americana Annie Halderman, l’indiano JidduKrishnamurti e la cosiddetta “Dama Bianca”, più volte avvistata tra le antiche mura.
L’americana Annie Halderman giunse a Pergine nel 1923 diventando affittuaria e conduttrice del castello per le estati dal 1930 al 1932, aiutata dalla teosofa francese Beatrice Marcault, che condurrà il castello fino all’estate del 1936. In questo periodo si avvicendarono nel castello personalità legate alla Società Teosofica, tra cui l’indiano Jiddu Krishnamurti che scelse il castello di Pergine come luogo di villeggiatura per l’estate del 1924 insieme al suo gruppo di adepti. Tra gli scopi dichiarati della Società Teosofica vi era, infatti, lo studio delle leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell’uomo. Il castello, ‘abitato’ dalla cosiddetta “Dama Bianca”, la terza ospite/fantasma cui è dedicato un apposito approfondimento, era il luogo ideale per condurre questo tipo di ricerca.
Conclude il percorso la ricostruzione, con arredi originali, della stanza 6 dell’albergo, che permette di rivivere le atmosfere del tempo.
La mostra è curata da Annamaria Azzolini e Silvia Spada e prevede eventi collaterali e conferenze come approfondimento dei temi affrontati.
L’esposizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione di studiosi, istituzioni e molti privati cittadini che hanno messo a disposizione i loro saperi e gli oggetti del passato, gelosamente conservati affinché una piccola storia locale si trasformi in memoria condivisa.
In collaborazione con METS – Museo Etnografico Trentino San Michele
VISITE:
Visitabile tutti i sabati dalle 14.00 alle 17.00 fino al 26 Aprile.
Ingresso gratuito – secondo piano del Palazzo Baronale.
Gradite donazioni liberali per il sostegno delle attività culturali della Fondazione Castelpergine.
Si avvertono i gentili visitatori che nel periodo di chiusura, indicativamente fino a fine marzo, il servizio bar non è disponibile ed i servizi igienici risultano temporaneamente non accessibili.
La mostra proseguirà fino al 26 aprile 2026.
Info al +39 320 3368440.